October 5, 2012

Una stella sull’orlo dell’abisso


Scoperta da un gruppo di astronomi americani una stella che orbita attorno al buco nero al centro della nostra galassia in appena 11 anni e mezzo. Assieme a un'altra stella poco più distante, consentirà di misurare come la gravità del buco nero deforma lo spazio tempo. Lo studio su Science.


Nessun’altra stella nella Via Lattea si avvicina così tanto al “mostro”, il buco nero supermassiccio che si trova al centro della nostra galassia. S0-102, la stella descritta su Science dai ricercatori guidati da Andrea Ghez dell’Università della California a Los Angeles, orbita attorno al buco nero in appena 11 anni e mezzo. Finora si conosceva solo una stella con un’orbita così breve intorno al buco nero: S0-2, che completa il suo giro in un periodo di 16 anni.

L’importanza della scoperta non è meramente legata a un nuovo record di velocità: combinando lo studio delle due stelle, i ricercatori potranno ora verificare alcune delle predizioni della relatività einsteiniana su come lo spazio e il tempo si deformino nelle regioni circostanti un buco nero. “E’ il modo in cui le due stelle ballano assieme il tango che ci permetterà di rispondere, certe misure non si potevano fare con una stella sola” chiarisce Ghez, che dal 1995 ha studiato e catalogato oltre 3000 stelle in orbita attorno al buco nero. Per farlo, ha usato il W.M. Keck Observatory nelle isole Hawaii riprendendo la regione centrale della galassia con la massima risoluzione angolare possible.


Le due stelle orbitano attorno al buco nero proprio come i pianeti orbitano attorno alle stelle, su una traiettoria ellittica. Misurando l’ellisse è possibile risalire alla massa del buco nero. Ma soprattutto, studiando come la traiettoria devia rispetto a un’ellisse perfetta quando la stella è nel punto più vicino al buco nero, è possibile rilevare la curvatura dello spaziotempo che è il “marchio di fabbrica” della relatività generale. Per farlo naturalmente serviranno misure di estrema precisione dell’orbita delle due stelle, in particolare di questa appena scoperta, molto meno luminosa dell’altra. Per riuscirci, Ghez e i colleghi contano soprattutto su futuri telescopi di nuova generazione come il Thirty Meter Telescope (TMT), che dovrebbe sorgere sempre a Mauna Kea nelle Hawaii dove già si trova il telescopio Keck.
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