October 31, 2012

Marte, suolo simile a terreni di origine vulcanica


Le analisi di Curiosity indicano il passaggio nel tempo da un ambiente umido ad uno secco nel Cratere Gale

http://silentobserver68.blogspot.com/2012/10/marte-suolo-simile-terreni-di-origine.html

PASADENA, California – Il rover marziano della NASA Curiosity ha portato a termine alcuni esperimenti iniziali che mostrano che la mineralogia del suolo marziano è simile a quella della Terra, in particolare ai terreni basaltici di origine vulcanica delle Hawaii.

Sono queste le conclusioni degli scienziati che hanno analizzato il primo campione di suolo marziano recentemente prelevato dal rover. Curiosity ha usato il suo strumento di Chimica e Mineralogia (Chemin) per ottenere questi risultati, dati preziosi che vanno a colmare le lacune nelle stime precedenti della composizione mineralogica del terreno marziano, principalmente costituito di una fine polvere che ricopre praticamente l’intero Pianeta Rosso.

“Avevamo ancora molti dubbi ed erano in corso diverse discussioni circa la mineralogia del suolo marziano,” ha detto David Blake del NASA Ames Research Center di Moffett Field, in California, che è il ricercatore principale per Chemin. “I nostri risultati quantitativi forniscono finalmente raffinate e in alcuni casi nuove identificazioni dei minerali in questa prima analisi a diffrazione di raggi X su Marte.” 

L’identificazione dei minerali nelle rocce e nel suolo è fondamentale per raggiungere l’obiettivo della missione, che è quella di scoprire quali erano le condizioni ambientali nel passato di Marte. Ogni minerale contiene una sorta di storia delle condizioni in cui si è formato, e la sola composizione chimica di una roccia può darci informazioni ambigue. Ad esempio, non sappiamo se il carbonio è presente in forma di diamanti o grafite, che hanno la stessa composizione chimica, ma strutture e proprietà sorprendentemente differenti.

Chemin utilizza diffrazione a raggi X, una prassi per i geologi sulla Terra, che però utilizzano strumenti di laboratorio molto più grandi. Questo metodo fornisce indicazioni accurate della natura dei minerali, più di qualsiasi altro metodo utilizzato in precedenza su Marte. La diffrazione a raggi X legge la struttura interna minerali, in quanto diversi tipi di cristallo reagiscono ai raggi X in modo diverso. Grazie ai laboratori Ames la Nasa è riuscita a inserire un apparecchio a diffrazione di raggi X abbastanza compatto per adattarsi a stare all’interno del rover.

Questi progressi tecnologici della NASA hanno portato ad altre applicazioni sulla Terra, tra cui un’apparecchiatura piccola e portatile a diffrazione di raggi X per l’analisi di petrolio e gas, per l’analisi di oggetti archeologici e per lo screening di farmaci contraffatti.

“Il nostro team è entusiasta dei primi risultati del nostro strumento”, ha detto Blake.

Il campione per prima analisi è stato prelevato da Curiosity nell’area soprannominata Rocknest. Il campione è stato elaborato attraverso un setaccio per escludere le particelle maggiori di 150 micrometri, circa la larghezza di un capello umano. Il campione ha almeno due componenti: la polvere distribuita a livello globale dalle frequenti tempeste di polvere, e una sabbia fine presente più a livello locale. A differenza del gruppo di rocce studiato un paio di settimane fa, che hanno mostrato le prove della presenza di acqua diversi miliardi di anni fa su Marte, il materiale analizzato da Chemin ora è più rappresentativo dei processi moderni che avvengono su Marte.
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“Gran parte di Marte è ricoperto da polvere, ma finora avevamo una comprensione incompleta della sua mineralogia,” ha detto David Bish, co-ricercatore dell’Indiana University di Bloomington. “Ora sappiamo che è mineralogicamente simile al materiale basaltico, con notevoli quantità di feldspato, pirosseno e olivina, e ce lo aspettavamo. Circa la metà del terreno non è composto da materiale cristallino, come il vetro vulcanico.”

Bish ha aggiunto: “Fino ad ora, le analisi di Curiosity sono in linea con le nostre idee iniziali dei depositi nel Cratere Gale, che indicano il passaggio nel tempo da un ambiente umido ad uno secco. Le rocce antiche, come i conglomerati, suggeriscono che scorreva acqua su Marte, mentre i minerali più giovani presenti nel suolo sono in linea con un’interazione limitata con l’acqua.”

Durante i due anni della missione primaria del Mars Science Laboratory, i ricercatori utilizzeranno i 10 strumenti a bordo di Curiosity per verificare se le zone di Gale Crater hanno mai offerto condizioni ambientali favorevoli alla vita microbica. Il Cratere Gale è stato scelto a causa dei suoi depositi alluvionali, visibili anche dalla Terra, a che sono il segno evidente della presenza passata di acqua sul Pianeta Rosso.

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