November 3, 2012

(VIDEO) Robots Civili pronti ad intervenire in vista delle future Catastrofi Naturali


Veri e propri “Terminator” che possono ripulire strade, fare da sentinelle, sollevare veicoli ingombranti, contenere disordini civili e rivoluzioni radicali.
http://silentobserver68.blogspot.com/2012/11/video-robots-civili-pronti-ad.html

La Defense Advanced Research Projects Agency (meglio conosciuta con l’acronimo di DARPA, che fino al 1996 era ARPA, lo stesso dipartimento che sviluppò DARPANET, il primo Internet della storia), sul suo sito ufficiale, ha pubblicato una nota di un portavoce della DARPA Robotics riguardante lo sviluppo di cyborg capaci di difendere l’uomo ed intervenire sul territorio in caso di catastrofi naturali.

http://silentobserver68.blogspot.com/2012/11/video-robots-civili-pronti-ad.htmlCominciamo dai dati di fatto: la Boston Dymanics, azienda americana specializzata nello sviluppo di robots ad uso militare e civile, ha stipulato quest’anno un contratto di 11 milioni di dollari con il Governo Americano per la produzione di “robot umanoidi bipedi con la più grande capacità di calcolo mai sviluppata”.

Insomma, dei veri e propri “Terminator” che possono, stando ad un portavoce dell’ARPA, “ripulire strade, fare da sentinelle, sollevare veicoli ingombranti, contenere disordini civili e rivoluzioni radicali”. Nelle due clip che seguono potete dare una occhiata ai prototipi in azione.

http://silentobserver68.blogspot.com/2012/11/video-robots-civili-pronti-ad.htmlNel sito Internet della Boston si trovano i dettagli del programma: l’hardware è progettato per far sì che le mani, e gli arti, si muovano esattamente come quelle dell’uomo; il software è progettato per “afferrare, manipolare e gestire la percezione sensoriale e i linguaggi umani”. Su quest’ultimo passo, basta prendere uno smartphone di ultima generazione (l’iPhone 5) per vedere che questi software di riconoscimento vocale sono già abbondantemente collaudati e industrializzati.

In merito a tutto questo è intervenuto anche il Pentagono, che ha messo a disposizione i propri rapporti con il Ministero della Difesa dell’Australia e la Royal Navy russa per la produzione in serie di “PackBot”, un robot cingolato dal peso di 13 libbre, maneggevole da remoto e indipendente nella scelta del percorso. Alcuni suoi predecessori sono già al lavoro in Afghanistan per disinnescare bombe sottoterra. I “PackBot” serviranno a fare soccorso civile in vista di prossimi e devastanti fenomeni meteorologici.
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Insomma, sicuramente dopo l’uragano Sandy si è mosso qualcosa in termini di prevenzione e investimenti nella ricerca militare. La domanda che sorge spontanea è: tutti questi stanziamenti, molti dei quali effettuati in cooperazione internazionale, vengono fatti perché si sa che in un futuro molto vicino ci saranno catastrofi talmente grandi a confronto delle quali l’uragano Sandy sarà stato soltanto un piccolo antipasto?






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